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L’amministratore di condominio ha il potere di assumere impegni vincolanti per i condomini in assenza di preventiva delibera assembleare?

In quali casi l'amministratore di condominio può agire in assenza di preventivo mandato assembleare.


L’art. 1130 c.c. configura in capo all’amministratore condominiale delle specifiche competenze che possono essere legittimamente esercitate in assenza di preventivo mandato assembleare.

Tra le attribuzioni maggiormente rilevanti che la legge riserva all’autonomo potere decisionale dell’amministratore vi è la facoltà di  “disciplinare l’uso delle cose comuni e la fruizione dei servizi nell’interesse comune, in modo che ne sia assicurato il miglior godimento a ciascuno dei condomini”.

Ciò significa che all’amministratore è riconosciuta non soltanto la facoltà di regolare l’uso delle cose comuni (ad es. dell’ascensore, delle scale, del giardino,..) in proporzione alle esigenze dei singoli condomini, ma altresì che con questi ultimi può legittimamente addivenire a degli accordi che cristallizzino delle vere e proprie deroghe al regolamento condominiale.

In tal senso l’art. 1131, co. 1, c.c. dispone che nei limiti delle attribuzioni stabilite dall’art. 1130 - o dei maggiori poteri conferitigli dal regolamento di condominio ovvero dall’assemblea - l’amministratore personifica la rappresentanza dei condomini e l’art. 1133, co. 1, c.c. stabilisce che i provvedimenti presi dall’amministratore nell’ambito dei suoi poteri sono obbligatori per l’intera compagine condominiale.

E’ pertanto di evidenza che nei limiti dei poteri conferitigli ex lege, o nell’ambito di quelli più ampi attribuitigli dal regolamento o dalla volontà condominiale, l’amministratore può assumere impegni e obbligazioni che vincolino l’intero condominio.