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La vittima di stalking o di maltrattamenti in famiglia è obbligatoriamente avvisata dall’eventuale richiesta di archiviazione del procedimento che la riguarda?

Avviso della richiesta di archiviazione e termine per presentare opposizione in favore delle vittime di stalking e maltrattamenti in famiglia


Con sentenza di data 29 gennaio 2016, n. 10959, le Sezioni Unite della Cassazione hanno dato risposta affermativa circa l’applicabilità dell'art. 408, comma 3-bis, c.p.p. anche alla fattispecie di atti persecutori prevista dall'art. 612-bis c.p. (c.d. stalking) nonché a quella di maltrattamenti in famiglia di cui all’art. 572 c.p., stabilendo pertanto anche per tali delitti l'obbligo per il Tribunale di dare avviso alla persona offesa dell’eventuale richiesta di archiviazione e prevedendo un termine più lungo (venti giorni) rispetto a quello ordinario (dieci giorni) per presentare opposizione all’istanza di archiviazione.

A tali conclusioni la Suprema Corte è pervenuta attraverso un’attenta analisi delle fonti sovranazionali in materia di “violenza alla persona” - ed in particolare di violenza contro soggetti più deboli quali le donne - evidenziando come l'espressione "violenza alla persona" a livello internazionale sia sempre intesa in senso ampio, comprensiva non solo delle aggressioni fisiche ma anche morali o psicologiche e che lo stalking come i maltrattamenti in famiglia rientrino a pieno titolo tra le ipotesi maggiormente significative di violenza di genere, richiedendo, in quanto tali, particolari forme di protezione a favore delle vittime.

Utilizzando, pertanto, in forma estensiva i riferimenti legislativi internazionali ed europei in materia, le Sezioni Unite sono addivenute ad una interpretazione delle norme interne conforme al diritto sovranazionale ed hanno pertanto enunciato il seguente principio di diritto: "La disposizione dell'art. 408, comma 3-bis, c.p.p., che stabilisce l'obbligo di dare avviso alla persona offesa della richiesta di archiviazione con riferimento ai delitti commessi con "violenza alla persona", è riferibile anche ai reati di atti persecutori e di maltrattamenti, previsti rispettivamente dagli artt. 612-bis e 572 c.p., perché l'espressione "violenza alla persona" deve essere intesa alla luce del concetto di violenza di genere, quale risulta dalle pertinenti disposizioni di diritto internazionale recepite e di diritto comunitario".

Tale principio ha evidentemente dei riflessi pratici importanti: non solo la vittima dei reati di stalking o maltrattamenti sarà avvisata – senza necessità di formulare apposita istanza – qualora le indagini preliminari inducano la Procura a non ritenere sufficienti le prove a carico dell’indagato per sostenere l’accusa in giudizio e incominciare il processo vero e proprio, ma altresì la vittima, con l’ausilio del proprio avvocato, avrà più tempo per formulare eventuale opposizione alla richiesta di archiviazione indicando alla Procura ulteriori elementi di prova e/o nuove piste da seguire e analizzare.